Con fascite plantare si intende un infiammazione della zona fibrosa che collega il tallone alla struttura ossea delle dita dei piedi (legamento arcuato). Essa tende a manifestarsi con dolori intensi principalmente concentrati nella zona sottostante il tallone (in cui le fasce nervose si innestano all’osso).
Le motivazioni per cui questa particolare area del piede si infiamma possono essere svariate ma, tendenzialmente, i maggiori responsabili sono i carichi di lavoro troppo eccessivi, derivanti da attività sportive o lavori degeneranti.
A questi si associano anche fattori correlati come ad esempio: calzature sbagliate (troppo larghe o troppo strette, ma anche eccessivamente rigide o troppo morbide), stati di sovrappeso e obesità o infortuni alle gambe come contratture o debolezza muscolare.
La diagnosi della fascite plantare avviene tramite la consultazione di un esperto che, di solito, riesce ad individuare il problema senza bisogno di ricorrere a visite troppo sofisticate come TAC o radiografie (che possono comunque essere utili per identificare meglio il problema).
Riconoscere la fascite plantare è piuttosto semplice, poiché è caratterizzata da un dolore intenso (soprattutto nel momento del risveglio in cui i muscoli sono ancora tesi), che si attenua durante il giorno ma che persiste senza mai svanire e si localizza per lo più nella zona interna del tallone.
Gli sportivi noteranno più facilmente questo dolore, perché tende a comparire durante le fasi di riscaldamento per poi attenuarsi durante l’attività e ricomparire appena essa termina. Giocatori di calcio, saltatori in alto o in lungo e corridori di fondo sono i soggetti più a rischio.
I primi trattamenti che vengono suggeriti sono il riposo e l’applicazione regolare di ghiaccio per 15 minuti 3 o 4 volte al giorno. Lasciar guarire l’arto è estremamente importante per evitare complicazioni molto più complesse da trattare. Oltre a questi palliativi iniziali è anche possibile integrare alcuni esercizi di allungamento che aiuteranno muscoli e fibre a distendersi (in questo caso è bene seguire i suggerimenti di una figura esperta).
Qualora l’infiammazione fosse particolarmente intensa, il medico può anche prescrivere l’assunzione di antinfiammatori sia per via orale ma anche localizzata. Se il riposo totale è impossibilitato per ragioni di lavoro, si può ricorrere a tallonette e plantari specifici per attutire la pressione di passi e peso. Anche i tutori notturni possono limitare il dolore al risveglio.