26 Giugno 2019
La demonizzazione dell’
olio di palma dilaga già da qualche anno, tanto che molti produttori di alimenti che fanno uso di questo grasso vegetale, l’hanno sostituito con altri ingredienti simili. Tutto questo accanimento mediatico è giustificato? Esistono veramente gravi rischi per la salute come sostengono alcuni?
Cos’è davvero l’olio di palma
Sul povero olio di palma se ne sono sentite davvero di tutti i colori, alcuni sostengono addirittura che questo ingrediente largamente usato nella produzione di alimenti, sia addirittura responsabile di alcune forme di cancro. La verità, però, non potrebbe essere più diversa.
Questo olio vegetale estratto dalla parte carnosa della palma, non è certo più dannoso di altri tipi di grassi saturi di uso quotidiano (vedi il burro) e comporta essenzialmente i medesimi rischi cardio vascolari o per il colesterolo di tutti gli altri grassi appartenenti a questa categoria.
La sua nomea così negativa è infatti da imputarsi ad un fraintendimento da parte dell’opinione pubblica, sempre molto avvezza allo scandalo facile, di un documento pubblicato dall’Efsa nel 2017 sulla sicurezza alimentare. In questo testo l’ente esprimeva preoccupazione per una sospetta produzione eccessiva di glicidolesteri, elementi dannosi che si formano durante i processi di lavorazione di molti grassi (non solo l’olio di palma).
Va anche detto che nel 2018 lo stesso ente per la sicurezza alimentare ha rivisto il precedente documento, asserendo che i rischi per la salute dettati da questi elementi sono quasi nulli se si segue una dieta corretta.
I reali danni causati dall’olio di palma
Ora che abbiamo scagionato l’olio di palma da responsabilità erroneamente attribuitegli, è giusto fare una breve digressione sul suo impatto ambientale. La produzione massiva di questo ingrediente, di cui la sola Italia annualmente importa all’incirca 1.600.000 tonnellate, è infatti piuttosto dannosa per l’ecosistema e tutt’altro che ecosostenibile.
Pur non avendo un impatto diretto sull’ambiente, la coltivazione della palma da olio richiede enormi spazi quindi i produttori hanno cominciato un disboscamento scellerato della foresta pluviale. Questo comporta un notevole accumulo di gas serra che contribuisce ogni anno all’allargamento del buco nell’ Ozono, senza contare i danni alla biodiversità, con alcune specie animali già a rischio estinzione.
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