05 Dicembre 2018
Gestire i disturbi cardiaci in montagna non è certo la cosa più semplice del mondo, ma con qualche piccola accortezza si può ridurre il problema ai minimi termini, rendendolo pressoché insignificante.
Gli effetti dell’alta quota sull’organismo
Man mano che si sale di quota diminuiscono sia la pressione atmosferica che la pressione dell’ossigeno presente nell’aria. Questo fenomeno (definito ipossia) viene contrastato dall’organismo, che cerca imperterrito di riportare la giusta ossigenazione ai tessuti.
Per ottenere tale risultato, il corpo:
- incrementa la pressione arteriosa;
- incrementa la frequenza cardiaca (e del respiro);
- incrementa la quantità di globuli rossi e la densità del sangue.
Lo sforzo a cui viene sottoposto l’organismo in condizioni simili a quelle descritte causa (nella maggior parte dei casi) fastidi quali ad esempio il mal di testa, la stanchezza, la nausea e l’insorgenza di disturbi legati al sonno.
Anche se tutto questo rappresenta in moltissimi casi una situazione di passaggio (che migliora non appena si ritorna a bassa quota), chi soffre di problemi del cuore può non trovare rimedio semplicemente allontanandosi dalle vette più alte.
Consigli utili per gestire i disturbi cardiaci in montagna
Seguire una corretta alimentazione
Mangiare bene e tenersi idratati è fondamentale per gestire i disturbi cardiaci in montagna. Preferire un regime alimentare leggero, ricco di vitamine e sali minerali, povero di grassi, ma al contempo anche nutriente.
Calibrare lo sforzo fisico in base alle proprie possibilità
Salire spediti nonostante la fatica può rivelarsi dannoso soprattutto per chi soffre di patologie annesse al cuore. Il consiglio da seguire è quello di eseguire sforzi sopportabili, evitando qualsiasi genere di esagerazione.
Non fumare e non bere alcolici
Fumo e alcool rappresentano due tra i principali nemici del corpo umano. Essi, oltre a creare varie forme di dipendenza, si insinuano nei tessuti e danneggiano gli organi. Conseguenze che si amplificano soprattutto quando ci si trova ad alta quota.
Prestare attenzione se si è già avuto un infarto o se si è sotto terapia
Andare in montagna dopo aver fatto un infarto o quando si è già sotto terapia può essere piuttosto pericoloso. Per non sbagliare si invita quindi a chiedere il permesso al proprio medico di base o al proprio cardiologo.
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