Con l’arrivo dell’estate molti passano da scarpe chiuse a ciabatte o infradito, godendosi la libertà e la leggerezza del piede nudo. Tuttavia, chi soffre di tallonite, o fascite plantare, rischia un peggioramento dei sintomi proprio nei mesi più caldi.
Vediamo perché le calzature estive possono aggravare il dolore al tallone e quali accorgimenti adottare per non rinunciare al benessere… né alla comodità.
La tallonite è un’infiammazione localizzata nella parte posteriore o inferiore del tallone. Può coinvolgere:
Il calcagno, l’osso del tallone
Il tendine d’Achille, nella parte posteriore
La fascia plantare, sotto la pianta del piede
Si manifesta con un dolore pungente o bruciante al primo appoggio del piede, spesso più intenso al mattino o dopo essere stati seduti a lungo.
Durante l’estate si cammina spesso:
A piedi nudi su superfici dure (piastrelle, ghiaia, cemento)
Con ciabatte piatte prive di ammortizzazione
Con calzature senza sostegno per l’arco plantare o il tallone
Tutto questo aumenta la pressione e la trazione sulla fascia plantare, causando infiammazione e dolore ricorrente.
Leggi anche: Crampi e dolori muscolari estivi: cause, rimedi e prevenzione
Senza un adeguato supporto, il peso del corpo grava tutto sul tallone e sull’arco del piede, peggiorando la sintomatologia.
Le ciabatte da mare o infradito spesso non offrono alcun sostegno, amplificando l’irritazione del tallone a ogni passo.
Le prime settimane estive sono critiche: i piedi passano da scarpe strutturate a calzature più “libere”, senza un periodo di adattamento progressivo.
Prediligi sandali o ciabatte con supporto per arco plantare e ammortizzazione al tallone. Esistono anche modelli con plantare estraibile per inserire solette ortopediche.
Anche in casa, meglio usare ciabatte ortopediche o leggere con suola antiscivolo. Evita piastrelle, pavimenti duri e superfici fredde.
Allungare il tendine d’Achille e la pianta del piede aiuta a ridurre la tensione accumulata. Anche un massaggio con pallina da tennis sotto il piede può dare sollievo.
Prova anche questi movimenti suggeriti:
Gli esercizi per la colonna vertebrale (utili anche per la postura plantare)
Se il dolore persiste oltre due settimane o si presenta al risveglio con forte intensità, può essere utile rivolgersi a un fisioterapista o un medico specialista in ortopedia.
Un’analisi del passo e l’uso di plantari su misura possono fare la differenza nei casi cronici.
Attività in piscina: quali movimenti aiutano la schiena e le articolazioni
Vacanze e sedentarietà: quando il relax diventa un rischio per la schiena
Questo contenuto ha solo finalità informative e non sostituisce un parere sanitario professionale.